“Normalità” è una delle parole più usate nelle cronache italiane di questi giorni, grazie a Mario Monti. Un uomo “normale” a capo del governo. Fa notizia il fatto che sia andato a prendere la moglie alla stazione Termini e non sia stato riconosciuto. Fa notizia che – come dichiarava una vicina di casa – sia “una persona seria, educata e… saluta sempre!”
Una normalità che oggi viene ribattezzata come sobrietà, honesta; attributi che urgentemente vanno restituiti alla politica e ai suoi luoghi. Abbiamo bisogno di vedere politici “come noi”, anzi meglio di noi, perchè ci danno esempi di cittadinanza autentica senza retoriche, che vanno in parlamento ogni mattina così come noi andiamo al lavoro, consapevoli tutti dei nostri diritti e dei nostri doveri.
Riuscirà questa “normalità” a far fronte all’emergenza che ci sovrasta? Probabilmente era l’unica uscita di sicurezza che restava all’Italia. Non ostruiamola allora con preconcetti e assurde difese di particolarismi. Lasciamo almeno lavorare Monti e la sua “squadra”, diamogli la possibilità di trainarci fuori dal tunnel. È in gioco per tutti un futuro di dignità e di speranza.