È il primo 13 febbraio in cui si festeggia la giornata internazionale dedicata alla radio, proclamata dall’UNESCO dopo che era stata avanzata la proposta dall’Accademia spagnola della Radio. Mancava, mentre da anni ci sono le giornate della TV e della stampa. Eppure “è il mezzo d’informazione più universale” come recita la motivazione, forse tentando di rimediare alla clamorosa “svista”.

La radio. Quand’ero bambina in casa c’era solo la radio, un’enorme cassa gialla incorniciata di legno marrone, di quelle che adesso i collezionisti pagherebbero un bel mazzetto di euro. Ho ancora nell’orecchio la voce di Niccolò Carosio che ti portava la partita in casa… Tanto per fare un esempio. Ascoltare senza vedere fa volare la fantasia, ora come allora. Ma anche oggi chi di noi non si accende la radio, magari sorseggiando il primo caffé, o in macchina per stare svegli in un viaggio in solitaria, o sul divano al buio per far riposare gli occhi troppo affaticati dalle immagini? Condivido plenamente quanto affermava Mcluhan: “la radio tocca le  persone in un modo molto intimo, a tu per tu, e offre un mondo di comunicazione silenciosa tra lo scrittore-speaker e l’ascoltatore”.

Vale la pena allora, e non solo per oggi, ridarle il suo posto di “regina”. E nessuno ci resti male, se lo merita. È di basso costo, arriva a comunità lontane, a persone analfabete, di tutte le età, le condizioni sociali, anche se si calcola che a tutt’oggi un miliardo di persone non abbia ancora accesso alla radio. Nelle situazioni di emergenza è insostituibile e non batte il passo, ma si aggiorna con le nuove tecnologie e si rinnova in continuazione. Ho trovato molte iniziative per questa giornata, e ho scoperto le radio dei più piccoli come Radijojo Children’s che ha un breve spot multilingue per la giornata, simpaticissimo: http://www.radijojo.de/WCN_neu/english/page/unten.php?pl=Weltprojekte&kontinent=Weltprojekte&punkt=weltprojekte  Tra gli scopi della giornata c’è anche quello di migliorare la cooperazione internazionale; speriamo che questo si realizzi. Forse coscientizzando i più piccoli ci si riuscirà, almeno in futuro.

“La radio afecta a la gente de una forma muy íntima, de tú a tú, y
ofrece todo un mundo de comunicación silenciosa entre el escritor-locutor
y el oyente.” McLuhan, Marshall, Comprender los medios de comunicación.

El propósito de celebrar un Día Mundial de la Radio es aumentar la conciencia sobre la importancia de la radio, facilitar el acceso a la información a través de ésta y mejorar el establecimiento de redes entre las emisoras. Hay que considerar a la radio como un medio de comunicación de bajo costo, especialmente apropiado para llegar a las comunidades alejadas y a las personas vulnerables como los analfabetos, los discapacitados, las mujeres, los jóvenes y los pobres, que además ofrece una plataforma para intervenir en el debate público, independientemente de cuál sea el nivel de educación de los oyentes. La radio desempeña, asimismo, un papel importante y específico en la comunicación en situaciones de emergencia y en las operaciones de socorro. Por otra parte, los servicios radiofónicos están experimentando cambios en el contexto actual de convergencia de los medios de comunicación, y adoptan nuevas formas tecnológicas, como la banda ancha, los teléfonos celulares y las tabletas. Sin embargo, hoy en día, cerca de mil millones de personas no tienen todavía acceso a la radio.

“La reina de la información”:

http://www.unesco.org/new/es/communication-and-information/events/prizes-and-celebrations/celebrations/world-radio-day/the-queen-of-information/