La mattina, appena alzati, è bene infilarsi la corazza se si accende la radio per sentire come sta il mondo:   uno dei peggiori nemici da cui mi sento aggredita è il disfattismo imperante,  contrabbandato spesso per “opposizione”, senso critico (falso!) o offerta di dialogo (ma si sa di che si parla?), il tutto  paludato da qualche “ismo” che riempie la bocca, ma non la testa e tantomeno il cuore. Stamattina, una mail mi ha somministrato una buona dose di antidoto: un’amica dall’Italia mi segnalava un servizio andato in onda sul TG2. “Guarda che bello – mi scriveva – soprattutto la conclusione dell’umile-grande protagonista!”

Clicco sul link, parte il video e mi trovo un volto e una voce conosciuti; Franco – così si chiama – è infatti parente di una mia amica emiliana e ci siamo visti varie volte in occasioni diverse. Siamo in uno dei paesi del modenese. “Abbiamo visto una luce – dice il giornalista – nel silenzio di San Posidonio, non c’è più nessuno per strada, l’unica luce è quella del forno di Franco M.”

Franco è lì e sta lavorando, come sempre ha fatto, come sempre hanno fatto suo padre e suo nonno: “Cerco di dare un po’ di fiducia alla gente, anche perché sono l’unico nel raggio di 15 chilometri…” Continua a impastare e infornare mentre racconta, poi sembra voler rispondere alle domande inespresse del giornalista: “Vede, io sono nato nelle difficoltà, mia madre mi aspettava e c’erano i bombardamenti, a 5 mesi hanno mitragliato la casa…” Spiazzante la conclusione: “Vede, era un detto di mio papà: “Dai con due mani e prendi con una, e non sarai mai senza!”

Il giornalista capisce: “Per Franco fare il fornaio non è un mestiere, è la vita. Lo confermo: non è diverso il Franco che mi appare nel Tg da quello che vedevo e con cui parlavo nei mei viaggi nel modenese. Neanche un terremoto cambia una “fibra” come la sua, anzi la raffina. Gente così fa da parafulmine nella nostra società, è luce nel buio. Si diceva di un santo, Vincenzo de’ Paoli: “Il signor Vincenzo è sempre Vincenzo!”

 RAI, TG2 delle 20.30, 4 giugno 2012 – Anche con le scosse c’è chi non ha mai pensato di chiudere