Cifre e dati diffusi dall’Organizzazione Internazionale del lavoro ILO non hanno bisogno di commento. Riporto qui una parte.

« Non si può essere soddisfatti se pensiamo che sono ancora 215 milioni i bambini e le bambine che lavorano per sopravvivere e più della metà sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile, come la schiavitù e la partecipazione ai conflitti armati. Non possiamo accettare che l’eliminazione del lavoro minorile faccia passi indietro nelle priorità dell’agenda dello sviluppo. Tutti i paesi devono impegnarsi per raggiungere questo obiettivo, individualmente e collettivamente », ha dichiarato il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia.

Le nuove stime, rese note lo scorso 1 giugno, ci dicono che circa 5 milioni di bambini e bambine sono vittime del lavoro forzato, che comprende condizioni tra cui lo sfruttamento sessuale e la servitù per debiti, e questa cifra è senza dubbio sottostimata.

… i progressi compiuti nel contrastare questo fenomeno aberrante sono stati spesso frenati dall’incapacità di tradurre gli impegni assunti in azioni concrete…

Se da un lato si sottolinea la necessità di fare di più, dall’altro l’ILO evidenzia anche gli importanti progressi raggiunti in molti Stati, tra cui:

  • Sono sempre di più i paesi che adottano Piani nazionali per contrastare il lavoro minorile.
  • Aumenta il numero di divieti legislativi il cui scopo è identificare e prevenire quelle attività lavorative ritenute pericolose per il minore.
  • Sempre più Paesi adottano leggi contro la prostituzione e la pornografia dei minori.
  • Si registra una maggiore cooperazione internazionale e collaborazione tra Stati membri, soprattutto per quanto riguarda la tratta di essere umani.

«Dovremmo anche prendere esempio e ispirazione da politiche e programmi nazionali esistenti per garantire un più efficace contrasto al lavoro minorile in tutti i paesi del mondo », ha affermato Somavia ed ha aggiunto «Lavoro dignitoso per i genitori e istruzione per i bambini e le bambine, sono elementi indispensabili per lo sradicamento del lavoro minorile. Moltiplichiamo i nostri sforzi e andiamo avanti sulla strada tracciata nella Roadmap adottata a L’Aia nel 2010 che prevedeva l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016 ».