Era il 26 luglio del  1992, sette giorni dopo la strage di via d’Amelio a Palermo. A Roma una ragazza di 17 anni, Rita Atria, si getta dalla finestra di una casa di periferia. Apparentemente nessun legame tra i due fatti, di lei si è parlato molto poco, anche allora. Invece Rita era una collaboratrice di giustizia ed era anche divenuta una confidente del giudice Paolo Borsellino.

Era nata in una famiglia mafiosa a Partanna, in quel Belice che nel terremoto del 1968 subì morte e distruzione. Il padre di Rita godeva di rispetto tra gli “uomini d’onore”, ma nonostante questo, venne ucciso nel 1985, probabilmente in seguito ai cambi generazionali all’interno di Cosa Nostra che si orientava al narcotraffico. Rita ha 12 anni e da quel momento fa del fratello un punto di riferimento; ma anche Nicola è dentro al giro e viene ucciso nel 1991. La moglie di lui, da sempre in disaccordo col marito per le sue frequentazioni, comincia a collaborare con la giustizia e molte persone così vengono arrestate.

Rita a quel punto si trova terribilmente sola: la cognata coi figli viene trasferita in località segreta, mentre la madre e il ragazzo che frequentava la rinnegano. Decide allora di rompere col sistema in cui era nata ed era immersa,  denunciandolo. È a questo punto che incontra Paolo Borsellino, che la protegge e la sostiene. Rita si trasferisce a Roma per motivi di sicurezza e per mesi parla solo col giudice. Si può capire che la notizia della strage e della morte del magistrato l’abbia distrutta, non lasciandole scampo: “Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono morta”, scrive.

Ma il suo gesto, pur estremo, non è stato invano; dopo ventanni a Partanna è nato un Presidio dell’Associazione Antimafie che porta il suo nome,”Rita Atria”.

Nel sito web si presentano così, parlando a lei: “Ragazzi che fanno Memoria di te attraverso l’azione quotidiana tentando di risvegliare le coscienze… questo è il nostro modo di ricordarti…”

Oggi, nell’anniversario della morte, Rita viene ricordata a Partanna e a Roma. Su di lei è uscito un libro di Petra Reski: Rita Atria. La “picciridda” dell’antimafia (Nuovi Mondi, 2011)

 “Forse un mondo onesto non esisterà mai

ma chi ci impedisce di sognare?

Forse, se ognuno di noi prova a cambiare

forse, ce la faremo.”

Rita Atria