Scorro la pagina web della Fundación Cometa (Fondazione Aquilone) e sento una forte impressione di trasparenza, sia nel progetto, sia nel modo in cui viene presentato. Parole e foto sono essenziali, misurate e precise nel tracciare una situazione gravissima, ma dense di amore per tutti i bambini e i giovani afghani. Il 75% della popolazione ha meno di 25 anni, ma è ancora in maggioranza analfabeta, altissima la disoccupazione.

Generazioni di bambini afghani hanno conosciuto solo i suoni di bombe, sparatorie, gli abusi e il furto della loro infanzia. La Fundación Cometa vuole promuovere  lo sviluppo di progetti educativi che possano migliorare la prospettiva delle future generazioni nei paesi più poveri, come l’Afghanistan. Forse è un progetto ambizioso (sono loro stessi ad ammetterlo) ma ha avuto un antecedente speciale che ha a che fare con l’inizio della fondazione stessa. Sotto i bombardamenti durante la guerra civile, a Kabul, andò distrutta la prima edizione de “Il piccolo principe”; grazie a una collezionista di libri, al suo grupo di amici e all’uomo afghano che ha tradotto il libro in Dari – una delle due lingue ufficiali – è uscita la seconda edizione, distribuita gratuitamente a scuole, biblioteche e università così come tra le donne e i bambini. Quando la collezionista ha visitato il paese, ha concretizzato l’idea di continuare a fare qualcosa per le donne e i bambini.

Costruire scuole a Kabul significa offrire ai ragazzi ed alle ragazze afgane l’educazione necessaria per poter accedere all’ Università o ad un programma di formazione professionale, per stabilizzare il loro paese e scegliere un futuro alternativo alla povertà.

Attualmente si sta costruendo la seconda scuola alla quale chiunque può contribuire, la Fundación Cometa propone 10€ e spiega come nella sua homepage.

Tristemente, los brutales atentados del 11 de Septiembre en Nueva York y Washington hicieron que el mundo conociese la realidad de un país de Oriente Medio que, básicamente, ha vivido sus últimos treinta años en guerra. Ya sean los soviéticos, los Mujahidines o los talibán, lo cierto es que generaciones de niños afganos, lo único que han conocido han sido los sonidos de las bombas, los tiroteos, los abusos y el robo de su infancia.

Desde la Fundación Cometa queremos colaborar de la mejor manera que conocemos: desarrollar proyectos educativos que mejoren las perspectivas de las generaciones futuras de los países más pobres.

Para el cumplimiento de estos fines ponemos en marcha diferentes proyectos. Este es, posiblemente, el más ambicioso de todos y en el que más voluntades hemos reunido. La tarea de conseguir un Afganistán libre es titánica, pero hemos de dar una oportunidad a la esperanza. El propósito de este proyecto es, en un país donde el 75% de la población tiene menos de 25 años, y gran parte de ella es analfabeta o está en paro, construir escuelas en Kabul, ofreciendo a los niños y niñas afganos la educación necesaria hasta poder acceder a la Universidad o a la Formación Profesional donde, el día de mañana, puedan conformar una sociedad que haya por fin entendido, a través de la cultura y el respeto a los derechos individuales, que la verdadera arma de la Humanidad no son las pistolas sino la palabra. Seguramente no sea más que un granito de arena en un vasto desierto, pero, ¿no es acaso cierto que lo que embellece al desierto es que esconde un pozo en cualquier parte?

(foto: Fundación Cometa)