L’angelo invisibile di Milano ha colpito ancora. In luglio avevo parlato dell’ anonimo signore che da anni aiuta chi è in necessità, ridonando un futuro a gente messa da parte. Storie di povertà e dolore trasformate in Buone Notizie. Solo ieri ho visto sul Corriere della Sera la “seconda puntata” della storia, uscita il 24 novembre. Ho detto “ha colpito” non perché lo veda come una specie di Robin Hood che scaglia le sue frecce in difesa dei più deboli, piuttosto perché i suoi “gesti” sono come colpi di bulldozer contro il muro d’indifferenza che ogni giorno, ciascuno e tutti assieme, innalziamo come un alibi, complice la crisi.

L’angelo però non ragiona così. Si è visto raggiungere da un numero infinito di richieste di aiuto e, anziché spaventarsi,  ha pensato che occorreva fare un passo in più, il Corriere dice “trasformare le sue azioni solidali in un’impresa del bene”. Così ha creato una fondazione on line e l’ha chiamata “Fondazione Condividere”. Si è dovuto “esporre” un po’: andare da un  notaio per registrare la fondazione, mettere un contributo al fondo, presentarsi al Comune per spiegare i suoi progetti, cioè “garantire il diritto allo studio ai bambini poveri che vivono nei quartieri periferici, un pasto agli anziani con il minimo della pensione, una casa alle persone perbene che non hanno un tetto perché hanno perso il lavoro…” Un progetto di rinascita, gli piace chiamarlo, dove le azioni si possano coordinare,  anche in collaborazione con altri gruppi e associazioni.

Il sito web di Fondazione Condividere non poteva essere che così: semplicissimo, quasi “minimalista” viene da dire; serve a far conoscere l’idea e a raccogliere messaggi. Non ha bisogno d’imporsi per la grafica o la tecnología, s’impone per la frase con cui ti accoglie “Spesso chi ha bisogno è proprio accanto a noi” e per quella inmediatamente sotto, con un carattere a mano: “noi non siamo ciò che possediamo, ma ciò che rappresentiamo per gli altri.”

Non manca una “spiegazione” della Fondazione; la parola “condividere” declinata in tutte le sfumature e possibilità, una fra queste: “Condividere è l’impegno di dare, è ciò che ci rende vivi e, in fin dei conti, degni di questa condizione.”

www.fondazionecondividere.org