È difficile immaginare cosa prova un ragazzo di non ancora ventanni quando si sente dire che gli devono amputare una gamba per un osteosarcoma che gli ha aggredito il corpo.  Era il 1977 quando Terry Fox, nato  a Winnipeg (Canada) il 28 luglio del 1958, ascoltò questo tremendo verdetto. Terry (Terrance Stanley)  era quel che si dice “un ragazzo qualunque”; appassionato si sport, giocava a basket e voleva diventare insegnante di educazione física.

L’impatto con la chemioterapia e col dolore di chi, come lui, viveva con un cancro, gli fecero maturare un’idea. La rassegnazione non era per lui, doveva dare in qualche modo un segnale, prima che fosse troppo tardi. Nell’agosto del 1979 s’iscrisse alla maratona di Prince George; nonostante la protesi e i forti dolori, arrivò alla fine. Una corsa sarebbe stata il mezzo per arrivare al suo scopo. Il 12 aprile del 1980 iniziò la “Maratona della speranza” con l’obiettivo di raccogliere un milione di dollari da destinare alla ricerca sul cancro.  Dopo l’amputazione, Terry aveva scritto alla società canadese della Lotta contro i Tumori: “Abbiamo bisogno del vostro aiuto; tutti gli ammalati di cancro negli ospedali hanno bisogno di credere in un miracolo. Non sono un sognatore. La mia azione non darà risposte definitive per trovare la cura, ma credo nei miracoli. Devo farlo”.

Cominciò a correre, senza troppa pubblicità; simbolicamente, come in una ceremonia, s’immerse nelle acque dell’Atlantico con  la sua gamba ortopedica  e partì; un amico, e poi anche il fratello, lo seguivano  con un furgoncino. Percorse una media di 42 chilometri al giorno; via via lungo la strada sempre più gente lo conosceva e lo sosteneva; Terry chiedeva un dollaro a ogni canadese che incontrava. Ma il 1º settembre, dopo 143 giorni e 5.373 km,  dovette interrompere: un forte dolore al petto gli impediva di respirare, il cancro si era esteso ai polmoni. Mentre veniva portato all’ospedale, Terry diceva: “Vado a dare il meglio, vado a lottare. Prometto di non arrendermi”. Fino a quel momento si erano raccolti più di 24 milioni di dollari.

Terry morì il 28 giugno del 1981, ma ancora non ha smesso di correre. Nel settembre di quello stesso anno venne convocata la prima Maratona Terry Fox, con la partecipazione di 300.000 canadesi e  3 milioni e mezzo di dollari raccolti. Da allora, si ripete ogni anno, senza vincitori. Una Fondazione porta il suo nome, seguita dalla sorella, e continua la sua opera. Il Canada sente in Terry un “eroe”, un esempio luminoso di coraggio e tenacia, gli ha dedicato un monumento e ha dato il suo nome a una delle Montagne Rocciose Canadesi. Adidas lanciò una scarpa nel 25º della prima maratona destinando alla Fondazione il ricavato delle vendite. Pure il cinema fece conoscere The Terry Fox Story.

Ma più di tutto, Terry ha realizzato ciò che ha scritto un giorno: “Ho promesso a me stesso che devo vivere. Vorrei provare a me stesso che merito vivere.”

“Da qualche parte il male deve fermarsi”.