No, non posso applaudire la decisione dell’esercito americano di consentire alle donne soldato di combattere in prima linea. Sarebbe questa la parità? Lo stesso diritto di uccidere, iniettandosi magari un coraggio drogato? Cos’è una guerra possiamo vederlo tutti, oggi che in YouTube spopolano i video ripresi dalle telecamere inseriti negli elmetti e sono pure diventati un business! Che delle donne reclamino per sé questo stesso protagonismo, è una grande sconfitta della femminilità. Perché invece di contagiare gli uomini con un modello di vita che mette al bando l’aggressività e predilige i valori positivi, sono cadute nella trappola, diventando “come gli uomini”.

Altra trappola è quella in cui cadono le donne invidiando magari o volendo imitare le protagoniste della pubblicità: casalinghe improbabili col trucco perfetto, donne in carriera come fossero sempre sulla passerella di una sfilata… Mettiamo i piedi per terra: quantifichiamo e qualifichiamo quell’esercito silenzioso di donne che ‘manda avanti la baracca’, non solo nel senso della propria famiglia, ma della società intera. Ci ricordiamo la faccia della cassiera del supermercato, quando abbiamo fatto la spesa l’ultima volta? Le abbiamo mai viste le donne che – magari di notte – puliscono i nostri uffici? Ci siamo mai messi nei panni delle operaie che per 8 ore ripetono lo stesso noioso gesto? Oltre che silenzioso, sembra pure invisibile, questo esercito. Dimenticavo: ne fanno parte anche le ricercatrici in camice bianco, le missionarie in terre di frontiera…

Sono milioni, un esercito appunto. Con un coraggio da vendere.