Dawa, in swahili, significa magia, medicina, star bene; ed è il nome di una delle tante associazioni di cui è presidente o membro Cécile Kyenge, chiamata da Enrico Letta a far parte del nuovo governo italiano, come ministra all’Integrazione. In una Repubblica Democratica del Congo ancora scossa da venti di guerra, la nomina di Cécile è almeno motivo di soddisfazione e di orgoglio. Il giornale di Kinshasa, Le Potentiel, ha dedicato ampio spazio alla prima donna nera della storia d’Italia che ricopre il rango di ministro, una notizia sottolineata del resto anche da molte altre testate di tutta Europa che l’hanno interpretata come un segno di speranza e di rinnovamento.

Nata il 28 agosto 1964 a Kambove in Katanga (sud-est della RD Congo) Cécile Kyenge è  arrivata in Italia nel 1983, si è laureata in medicina a Roma, all’Università Cattolica, e si è poi specializzata in oculistica all’Università di Modena, dove svolge l’attività professionale presso diversi ambulatori e dove vive col marito e le due figlie.

“Sono impegnata al servizio della promozione sociale e dell’integrazione, con riguardo particolare per la mia terra d’origine, l’Africa.” Spiega con semplicità Cécile, ma dietro questa frase ci sono parecchi fronti che la vedono in prima linea: il progetto AFIA su sanità e salute a Lubumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo; la formazione di operatori sanitari sulla medicina dell’immigrazione; la promozione della piena cittadinanza degli immigrati attraverso il progetto “Diaspora Africana”, per citarne alcuni.   È presidente dell’Associazione Giù le Frontiere e del comitato scientifico dell’Istituto Italiano Fernando Santi; ha partecipato all’elaborazione della carta Mondiale dei migranti del febbraio 2011 a Gorée;  è impegnata attualmente in diverse campagne nazionali tra cui L’Italia sono anch’io e Lasciatecientrare  e sta  elaborando un dossier sul razzismo istituzionale in Italia. Collabora con la testata online Corriere immigrazione della rete Primo Marzo e la rivista Combonifem dove cura la rubrica ” Diritti e rovesci”. Nel 2004 è stata eletta consigliere comunale a Modena e ultimamente ha ricoperto le cariche di consigliere provinciale PD nella commissione Welfare e politiche sociali e di responsabile regionale delle politiche dell’immigrazione del Partito Democratico.   Da tutto ciò si capisce lo spessore della scelta di Enrico Letta.

«Una decisione -è stato il commento  a caldo di Cécile –  che segna il passo decisivo per cambiare concretamente l’Italia e il modo di vedere un’integrazione che è già presente nel Paese».  Non possiamo che applaudire questa visione positiva e lungimirante che rivela la personalità della neoministra. La strada è però lunga e tortuosa: poche ore dopo la nomina, certe correnti razziste e xenofobe hanno espresso, soprattutto nella rete, i loro deliranti e volgari commenti, denunciati da alcuni media e dalla stessa presidente della Camera Laura Boldrini come “offese indegne di un paese civile”.

Mi auguro che la nuova ministra possa lavorare con serenità e circondata di rispetto. Spesso mi sono vergognata dei miei connazionali che offendono chi appartiene a un’altra cultura o ha una pelle diversa, ma devo dire che una Cécile Kyenge che siede nel governo mi rende più orgogliosa di essere italiana.