Qualcosa mi pareva familiare, nella notizia letta stamattina: “Un predicatore cristiano disabile conquista il popolo vietnamita”. E infatti, mi ero già imbattuta, nel web, nella storia di Nick Vujicic, un giovane australiano nato a Melbourne trent’anni fa da una famiglia serba, affetto da una rara malattia genetica, la tetramelia, e sin dalla nascita privo degli arti superiori ed inferiori.

“Mio padre è un pastore – raccontava Nick in un’intervista – e quando sono nato tutti si chiedevano perché Dio aveva permesso che nascessi senza braccia né gambe. Mia madre all’inizio non voleva tenermi in braccio, si sentiva a disagio. Ci volle un po’ di tempo prima che i miei genitori cominciassero a credere che nel crearmi Dio non aveva commesso errori”.

Da bambino Nick non poteva avere alcuna fiducia in Dio e ogni notte pregava che accadesse il miracolo di risveglaursi la mattina dopo con braccia e gambe. “Ancora non capivo che ero io il vero miracolo con cui Dio voleva mostrare la sua grazia e perfezione”, è la sconvolgente affermazione di Nick. “La speranza non è nel sapere che qualcuno ha sofferto più di teTroverai speranza quando paragonerai la tua sofferenza con l’immenso amore di Dio…” Nick ha provato a vivere la famosa frase del profeta Isaia:  «Quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano in volo come aquile». Lui, senza braccia e senza gambe, ha incominciato a volare, metaforicamente e realmente: regolarmente viaggia di paese in paese per parlare a  scuole, meetings aziendali, associazioni…raccontando di come la sua vita si sia trasformata.

È così che il 23 maggio scorso è approdato ad Hanoi: erano in 25.000 ad ascoltarlo nello stadio nazionale, presente anche il vicepresidente del Vietnam, e milioni lo hanno seguito per tv (che non ha applicato nessuna censura!). Un evento davvero eccezionale, in quella terra, dove la stragrande maggioranza non è cristiana. Per 90 minuti Nick ha calamitato l’attenzione di un paese, parlando di “come superare le avversità della vita”; la sua storia è spiazzante perché ci pone di fronte a una verità che a volte ci è scomoda: per vivere pienamente non dobbiamo aspettare che le circostanze cambino, dobbiamo cambiare noi, il nostro cuore.

Grazie Nick, di ricordarci che possiamo volare alto, come aquile!

Per chi vuole conoscerlo (versione in spagnolo): http://www.nickvujicic.com.mx/