No, non era questo il suo nome: “Illuminata” è il titolo di una sua biografia (un po’ romanzata peraltro) a firma di Patrizia Carrano, edita in Italia da Mondadori; racconta di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, nata il 5 giugno del 1646 a Venezia. Il padre, Giovanni Battista, era procuratore di San Marco, la carica più importante dopo quella del doge, la madre proveniva da una famiglia di artigiani; a quei tempi, una coppia veramente atipica sotto questo profilo. Giovanni Battista, uomo di cultura, possedeva e alimentava una cospicua biblioteca che attirava enormente la figlia, fin da piccola; vista questa sensibilità e intelligenza, il padre le dà i migliori precettori, così Elena impara spagnolo, francese, ebraico e arabo ma anche scienze, matematica, astronomia, geografia, filosofia e teologia.

L’amore alla cultura si accompagna a una grande fede che spinge Elena, ancora adolescente, a prendere i voti come oblata secondo la regola di San Benedetto. Rimane tuttavia nella casa paterna dove prosegue gli studi. Il professor Rinaldini dell’Università di Padova diventa il suo insegnante di scienze e filosofia; egli si rende conto delle capacità intelelttuali della giovane e la propone come laureanda all’Università di Padova; assieme al padre di Elena, lotterà tenacemente per far entrare una donna nell’élite dei sapienti! Una conquista epocale, considerata l’epoca storica in cui le donne non avevano diritto allo studio, e il fatto che alcune leggi della Serenissima non tenessero nemmeno in considerazione il gentil sesso.

Il 25 giugno 1678 Elena si laurea in filosofia con tutti gli onori, prima donna al mondo ad ottenere una laurea; lei avrebbe voluto discuterla in teologia, ma ricevette un deciso rifiuto da parte del cardinale Gregorio Barbarigo, cancelliere dell’Università di Padova e consigliere di papa Innocenzo XI, nonostante il parere favorevole dei teologi dell’Ateneo.

Il cerimoniale, con un lungo corteo, musica e cori, la presenza di tutta la nobiltà e di una folla numerosa, risaltò l’eccezionalità di un avvenimento unico; il 9 luglio dello stesso anno Elena fu aggregata al Collegio dei filosofi e medici dell’Università. Negli anni seguenti continuò i suoi studi e godetet di grande fama. Morì il 26 luglio del 1684, a soli 38 anni, colpita da febbre scorbutica e problemi renali. Ancora oggi, una statua la ricorda nel portico di Palazzo del Bo, sede dell’Università a Padova.

Indubbiamente Elena fu fortunata, e aiutata dalla sua famiglia, ma è altrettanto indubbio che dovette investire una imemnsa forza di volontà per raggiungere il suo scopo; un modello a cui guardare e da imitare, anche oggi, poco più di 300 anni dopo, in cui in molti paesi del mondo ancora le donne non hanno diritto allo studio!