Troppo facile scusarsi (ma quanta verità c’è nell’atto?) dichiarando che si trattava solo di una battuta e con questo pensare che torni tutto come prima e il vicepresidente del Senato torni a sedersi impunemente sulla sua poltrona. Come se nulla fosse accaduto.

Una bravata del genere, affatto nuova del resto per Calderoli, schizza parecchio fango; non solo sul ministro Cecile Kyenge, prima interessata che peraltro cresce nella stima di chiunque creda nell’integrazione delle culture e la cui immagine non può che rafforzarsi, anche per la pacatezza e l’intelligenza della sua risposta. L’insulto infanga il parlamento, le istituzioni, il partito stesso che Calderoli rappresenta, in cui sicuramente ci sono esponenti non avvelenati dalla xenofobia e sinceramente impegnati a dare un contributo fattivo alla política.

Se così è, mi auguro che questa fetta della Lega Nord si pronunci contro le manovre già annunciate per settembre a proposito di immigrazione clandestina, legalità e quant’altro.

L’Italia non merita un ritratto xenofobo, come è uscito sulle testate europee, come ho sentito oggi in un telegiornale spagnolo. O forse ha già seppellito la commozione per il viaggio – il primo ufficiale – di Papa Francesco a Lampedusa?

Intanto la “bravata” sembra aver paralizzato il resto… non è così, per fortuna. Ma sarebbe meglio lasciare le copertine e le foto di portata per i problemi – mio Dio quanti e quanto grandi! – che affliggono milioni di esseri umani. Come quelli raccontati nel video qui sotto; vi assicuro, ridimensiona tante cose, ci rimette in moto e, non ultimo, lava via il fango…