Da quando si è aperta la crisi egiziana, siamo subissati da titoli e immagini scioccanti. Tutti ci chiediamo quando si aprirà uno sìraglio di soluzione: un inviato dell’ONU è arrivato ieri al Cairo per incontrare i rappresentanti di tutte le realtà del paese, l’Europa si sta accordando per una linea comune… La situazione è complessa. Ma devo dire che non si contribuisce a dare una visione completa di questa grave crisi se si stigmatizza solo la violenza dell’esercito, come vedo in molte testate, ad esempio italiane e spagnole. Se la situazione egiziana ci riguarda molto da vicino, non solo per l’impatto umanitario, ma anche per le conseguenze politiche ed economiche, credo che esiga approfondimento, e soprattutto una visione a tutto tondo, che tenga conto di tutte le parti implicate, della storia recente e passata di questo popolo.

Proprio stamattina, ho ricevuto una mail che mi segnalava la testimonianza di una religiosa italiana da molti anni in Egitto; mi sembra illuminante, soprattutto sugli aspetti meno raccontati di questi scontri, e mossa da una autentica solidarietà col popolo egiziano, di qualunque idea e religione.

Ecco qualche stralcio (la data è del 16 agosto scorso):

Oggi non sappiamo cosa succederà ma c’è massima allerta. Le notizie internazionali dicono quello che vogliono dire secondo il potere che sta alle loro spalle.

La gente, più di 30 milioni di persone, come sapete, è scesa in piazza il 30 giugno per dire basta ad un regime di Fratelli Mussulmani (FM) che in realtà, durante l’anno in cui sono stati al potere, hanno distrutto le strutture democratiche e hanno imposto i loro leader. Lo scopo era quello di rendere l’Egitto un paese totalmente islamico dove non c’è spazio per alcuna differenza di opinione politica o religiosa. L’armata è scesa per difendere i diritti dei cittadini moderati.

Una volta insediato questo governo, i FM hanno iniziato operazioni di dimostrazioni e di sit-in nelle più belle piazze del Cairo distruggendo tutto quello che c’era di bello, torturando tutti quelli che passavano e che loro pensavano fossero spie. Qualche giorno fa hanno perfino tagliato quattro ditini di un bambino di 11 anni che aveva la foto del generale attuale. La gente che viveva intorno a queste piazze ha lasciato case ecc.

I FM non hanno mai accettato che ci fosse una collaborazione tra tutte le forze politiche e religiose per ricostruire il paese e hanno giurato vendetta se questo governo continua.

Chiese, conventi e scuole guidate da religiosi/e sono state distrutte…

Molte altre scuole e conventi sono stati distrutti tra i quali quella dei Gesuiti a Minia, del Buon Pastore a Suez, e dei Francescani. Sembra si siano scatenate le forze infernali.

I media occidentali in genere offrono una foto dei FM molto bella e pietosa. In realtà si comportano da fascisti dove non c’è posto per alcuna diversità. Nella storia i FM sono stati “usati” dai generali come Nasser e Sadat. Ma la conclusione è stata quella di eliminarli dalla politica perché con loro la politica non si può fare. Esiste solo una legge, la sharia ed un modo di pensare: l’islam. In questi anni, pare che i FM siano stati capaci di organizzarsi capillarmente e di essersi assicurati legami internazionali molto forti.

Naturalmente in una guerra non c’è mai chi è solo santo e solo cattivo. Il fatto è che la distruzione, torture e uccisioni in massa che i FM stanno facendo non si è mai vista. Qui non si tratta di uccidere il nemico ma la distruzione è tra egiziani ed egiziani. In genere l’egiziano non è così violento. Viene da chiedersi la famosa domanda: chi sostiene chi?

Per il momento è tutto. Oggi si teme il peggio. Speriamo e preghiamo perché in qualche modo la violenza, tutta la violenza si fermi e si riesca a pensare all’altra persona come persona e non avvicinarla e trattarla secondo le sue differenze.