Era venuta a Sevilla, Maria de Villota, per una conferenza dal titolo: “Ciò che conta davvero” e avrebbe parlato ieri pomeriggio. Poco prima delle 8 del mattino, la notizia della sua morte, a soli 33 anni, si spargeva per la rete lasciando tutti attoniti e commossi.

La prima donna spagnola pilota di Formula1, lunedì 14 avrebbe presentato il suo libro “La vita è un regalo”, scritto dopo il fatídico incidente del luglio 2012 in cui ha perso un occhio salvando miracolosamente la vita. Comincia così: “Ero pilota. Correvo molto, atutta velocità. Così veloce che appena mi sfioravano le gocce delle miserie della vita. Non perché non le avessi viicno, ma perché volevo solo correre, migliorare, raggiungere questo obiettivo, realizzare il mio sogno…”

Un libro scritto con il cuore,  “con un messaggio importante”: “Fermatevi, fermatevi di colpo come se vi capitasse un incidente. Sì, la nostra vita non è nostra. È un pezzo di tempo: infinito, se lo condividi con chi ami, con chi ha bisogno di te; meschino, se non apprezzi tutto questo e quanto ti sta attorno… E sorridi! Sorridi perché oggi sei qui e in questo giorno hai molto da vivere. E decidi. Decidi se vuoi solo arrivare o passeggiare per questa incredibile strada…”

 

Dall’incidente, la vita di Maria non è stata più la stessa. Non c’è foto, intervista, filmato di lei dove non ci sentiamo avvolti e contagiati dal suo luminoso sorriso. Non un sorriso da copertina, uno sguardo autentico, forte e dolce, femminile e deciso, penetrante e sincero. Aveva scritto: “Soffrire un incidente dal quale pende la tua vita può essere terribile, ma se riesci a salvarti può essere un regalo così grande da farti tornare all’infanzia, toglierti anni di dosso e farti tornare come se fossi appena nato.”

 

Così Maria ha continuato a correre, ancora più veloce… E ha espresso un desiderio: “Spero che la mia benzina –così scrive nel libro – serva da combustibile anche per voi e senza dover soffrire un incidente come il mio possiate provare la gioia di essere vivi e godere del regalo della vita.”

 

Grazie Maria! Come ha detto tua madre: dovevi andare in cielo, come tutti gli angeli…