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Soy alguien que siente la vida dentro de sí…

Oggi che la notizia della morte di Whitney Houston è girata in tutto il mondo, può anche non sembrare sua questa frase: “Non sono una persona che vuole morire, sono una che sente la vita dentro e vuole vivere”. («No soy una persona que quiera morirse. Soy alguien que siente la vida dentro de sí, y que quiere vivir»)

Credo fosse profondamente sincera e vera nel dirla. Perché chi è realmente artista non può non sentire la “vita” dentro e non amarla. E lei artista lo era. Ora che la sua voce tace per sempre, tanti, tantissimi parlano. Sui media, nella rete, i tweets piovono… C’è di tutto e di più. Milioni di persone… eppure è morta da sola. Forse è stata lasciata sola. Ora è facile narrare la sua vita, le sue sconfitte, le sue debolezze, dare giudizi… Mi chiedo cosa le sarà passato dentro in quelle ultime ore in albergo, negli ultimi minuti.  Anche andare incontro a una morte così, in un certo senso “annunciata”, dice tra il resto il rifiuto di una vita dentro un mondo che ti fabbrica come star e poi ti divora. Preferisco pensare che Withney Houston negli ultimi istanti abbia visto solo sfilare davanti a sé tutti gli attimi di felicità che ha regalato a tutto il mondo con le sue canzoni, la sua voce, la sua arte.  La cosa più bella che ha fatto nella vita, che niente e  nessuno poteva toglierle  e che rimarrà dopo di lei. Non è vero che si è spenta una stella, come titolava un quotidiano. Continua a brillare.

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