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Ad alcuni piace la poesia – “algunos como poesía”

posted by adrian 3 febrero, 2012 0 comments

Cosa sarebbe il mondo senza la poesia? Se non ci fossero stati Dante e Leopardi? “Senza quei momenti – come diceva Mario Luzi – nei quali il senso della vita e della civiltà coincidono con la parola”?
Si è spenta il 1º febbraio a Cracovia una “poesia” che parlava in modo alto, Wisława Szymborska, premio Nobel 1996, nata il 2 luglio del 1923 a Kórnik. Lei stessa in una sua poesia affermava ironicamente che “la poesia piace a non più di due persone su mille”… Ma la sua ironia è sempre piacevole, non distrugge, piuttosto interpella. Arguta e a volte paradossale, riesce a ferirti dolcemente con le sue parole di ampio respiro che raccontano della condizione delle persone, come individui e come parte della società.
Ho cercato qualche sua poesia e anche nella traduzione che inevitabilmente perde rispetto a un originale mi hanno trasmesso amore alla vita, alla bellezza… espresso con una Semplicità di fronte alla quale non ti resta che arrenderti. Ne riporto qui alla fine due, una nella traduzione italiana e l’altra tradotta in spagnolo. Leggerle mi ha fatta sentir meglio dentro, come una carezza sull’anima…

Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
nasciamo senza esperienza,
moriamo senza assuefazione.
Anche gli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.
Non c’è giorno che ritorni
non due notti uguali uguali
né due baci somiglianti
né due sguardi tali e quali.
Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.
Oggi, che stiamo insieme
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa. Ma com’è?
Forse è pietra, o forse fiore?
Perché tu ora, malvagia
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.
Cercheremo un’armonia
sorridenti fra le braccia
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.
(Taccuino d’amore)

A mi corazón el domingo

Gracias te doy, corazón mío,
por no quejarte, por ir y venir
sin premios, sin halagos,
por diligencia innata.

Tienes setenta merecimientos por minuto.
Cada una de tus sístoles
es como empujar una barca
hacia alta mar
en un viaje alrededor del mundo.

Gracias te doy, corazón mío,
porque una y otra vez
me extraes del todo,
y sigo separada hasta en el sueño.

Cuidas de que no me sueñe al vuelo,
y hasta el extremo de un vuelo
para el que no se necesitan alas.

Gracias te doy, corazón mío,
por haberme despertado de nuevo,
y aunque es domingo,
día de descanso,
bajo mis costillas
continúa el movimiento de un día laboral.
(De “Mil alegrías -Un encanto-” 1967
Versión de Gerardo Beltrán)

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