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La Cabalgata de los Reyes

Ateneo di Sevilla, 5 gennaio 2012, ore 16.15, parte la “Cabalgata de los Reyes” sotto un sole primaverile. In quel momento la colonnina di mercurio segna 25º!  Per almeno 4 ore la città – tutta! – vive questo evento tradizionale e fa festa ai bambini. E in tutta la Spagna idem! A Sevilla l’organizza l’Ateneo, sono 33 le carrozze che sfilano per la città. “Los Reyes” sono scelti tra i personaggi pubblici, quest’anno uno di loro è il presidente della Camera di Commercio per esempio. E i re, al loro passaggio, aiutati dai bambini in costume sui carri, lanciano caramelle alla gente che affolla le strade.

Per la prima volta mi trovo “dentro la cabalgata”: si respira qualcosa di bello, di pulito, semplice e profondo allo stesso tempo. È qualcosa che regala a ciascuno molta “ilusión”; difficile tradurre questa parola in italiano… comprende aspettativa, desiderio, sogno, gioia…ciò che di meglio e di più bello ciascuno può desiderare. Tutti godiamo, piccoli e grandi, e raccogliamo la pioggia di caramelle, preannuncio dei regali che far poche ore i Re porteranno a tutti i bambini che per questo dovranno andare a letto presto stanotte!

Guardo la gente attorno a me: non è difficile indovinare le preoccupazioni per il nuovo anno dietro ogni volto, ma oggi è festa e si sta insieme perla Strada.La“cabalgata” significa anche guardare al bello della vita, pure nei momenti duri. E saper sorridere alle difficoltà, metodo migliore per affrontarle e metterle in fuga. È questo ciò che respiro.

Guardo i bambini: sono il futuro, il nostro futuro e lo avranno come noi glielo prepariamo. Per loro, soprattutto per loro sento che vale la pena stringere i denti e lottare.  Mi ridonano “ilusión” e sento che devo vivere perché anche a loro non manchi mai. L’ultimo carro è passato… Mi rendo conto che le tasche della mia giacca a vento sono piene di caramelle… sorrido e succhiandone una torno al lavoro.

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